Il periodo della ristrutturazione è stato rocambolesco. Non c’era molto tempo e c’erano una montagna di cose da fare, decidere, coordinare. Bello e tremendo al contempo. Siamo arrivati stanchi e stremati e ancora adesso penso che senza Sergio e l’aiuto dei miei, mia madre in primis (lei avrebbe dovuto fare la capo cantiere nella vita. Il suo è stato un talento mancato!) non ce l’avremmo mai fatta.

Verso la chiusura del cantiere, non stavamo più nella pelle. Eravamo entrambi super desiderosi di traslocare. Anche a costo di dormire per terra. Il letto, d’altronde, non c’era ancora. A fine luglio era quasi tutto a posto, ci avevano montato la cucina e i sanitari, il resto era un dettaglio, porte interne incluse. Una sera, tornando da lavoro, Sergio mi dice: – Prepara le valige, un’oretta che faccio il letto e stanotte dormiamo di là. –

Bè, è così che è nato il letto Dolci Sonni. Quattro gambe in legno e una struttura leggera in inox su cui appoggiare le doghe e il materasso. Ti piace?

Letto Dolci Sonni

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